"Te iubeste mama!"/"Mamma ti vuole bene!"

Proiectul “Te iubeste mama!” menit sa faciliteze comunicarea audio-vizuala gratuita online intre copiii ramasi in Romania si parintii acestora, care sunt la munca in Italia. Scopul principal este acela de a preveni si diminua numarul de cazuri sociale in randul copiilor ramasi acasa si sustinerea rolului parental la distanta./Comunicazione audio-visiva a distanza; uno strumento di sostegno alla genitorialità transnazionale: si rivolge alle mamme e ai papà che hanno i figli e la famiglia in un altro Paese, accompagnandoli nel difficile compito di conciliare la vita lavorativa in Italia con le esigenze della famiglia lontana.

Mamma ti vuole bene. Anche via Skype @La Repubblicat.it

Don Virginio Colmegna
Ci sono i drammi da prima pagina, come quelli dei bambini che muoiono affogati in mare, soli o con le loro mamme e papà migranti, nella traversata dalle coste della Libia o dell’Egitto alla Sicilia. E ci sono i drammi silenziosi, quelli che non fanno notizia, che restano nascosti nel cuore di tante donne che in Italia sono migrate dalla Romania o dall’Ucraina per far da badanti a una persona anziana e che nel loro paese hanno lasciato uno o due figli di pochi anni, spesso in età scolare, custoditi da nonni o da conoscenti. Ragazzini e ragazzine tra gli otto e i quindici anni che sono a lungo orfani di mamma, orfani bianchi (così li chiamano) per un anno intero, a volte più a lungo.
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Pensateci, la prossima volta che in un parco vedete un’anziana in carrozzina spinta da una badante. Dietro quegli occhi da straniera che guardano con nostalgia i vostri ragazzini che giocano sull’altalena c’è forse una mamma che sta pensando ai suoi figli, a quanto sarebbe bello averli vicini, poterli abbracciare. Noi a Milano, ma possiamo dire noi in Italia, cosa faremmo senza queste badanti? Un anno fa il Censis calcolava che sul milione e seicentomila tra colf e badanti presenti nelle case degli italiani il 77% era immigrato, l’82% erano donne in stragrande maggioranza (il 57%) tra i 35 e i 50 anni, che avevano lasciato i loro paesi alla volta dell’Italia perché sanno che qui la domanda di assistenza per anziani o persone non autosufficienti è in continua crescita a causa della carenza delle strutture di assistenza pubblica e dell’onerosità di quelle private. Basta guardarsi attorno, le badanti sono ormai una presenza familiare in una città come Milano, a tal punto indispensabili che senza di loro ne risentirebbe non poco il menage quotidiano di tante famiglie.

Eppure, queste badanti cui affidiamo genitori, altrimenti lasciati a se stessi in una casa che quasi sempre non vogliono lasciare per nessuna ragione al mondo, hanno a loro volta dovuto abbandonare i figli a casa, a migliaia di chilometri di lontananza. Certo, c’è il telefonino e, per favore, non chiedevi perché telefonano in continuazione: sappiate che il più delle volte stanno telefonando a casa, chiedono ai nonni dei figli, chiedono se sono arrivati i pacchi spediti da Milano. Già, perché le decine di pulmini targati Ucraina e Romania che si incrociano soprattutto di domenica lungo le autostrade che corrono verso Trieste, verso l’Est, sono pieni di pacchi viveri, di vestiti, di scarpe, di regali destinati ai parenti ma soprattutto ai figli, sono doni per far dimenticare il senso di abbandono e di tristezza nel cuore di una mamma-badante. Pensiamoci ogni tanto alla sofferenza di queste donne e dei loro bimbi, capiremo l’importanza dei ricongiungimenti famigliari.

So di molte di queste badanti che confessano di considerarsi pessime madri perché costrette a migrare, sia pure per mantenere la famiglia, lasciando a casa figli ancora piccoli. So che psichiatri e psicologi hanno analizzato questa depressione di tante badanti e l’hanno chiamata “sindrome Italia” proprio perché è il nostro il paese europeo con il maggior numero di badanti. E quindi con il maggior numero di mamme di orfani bianchi, un numero elevato se pensiamo che sono più di 500mila i minorenni rumeni che aspettano il ritorno a casa di uno o di entrambi i genitori emigrati.
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Per fortuna, qualcosa si sta muovendo per alleviare il problema, L’Associazione delle Donne Rumene in Italia ha elaborato un bellissimo progetto chiamato “La mamma ti vuole bene”. In Romania questo progetto è sostenuto da associazioni di bibliotecari delle biblioteche pubbliche, in Italia ha per ora trovato un sostegno nel settore biblioteche del comune di Milano. In cosa consiste? I bambini possono andare in biblioteca per parlare gratuitamente con i genitori usando Skype. Via internet dalla Romania all’Italia si stabilisce un collegamento voce e video gratuito che stabilisce un contatto, rende possibile guardarsi negli occhi, dà alla bimba l’occasione per farsi aiutare nei compiti dalla mamma distante chilometri, consente alla mamma di vedere quanto stia bene al figlio la maglietta che le ha comprato in Italia. E’ una bellissima idea che sfrutta al meglio le potenzialità della tecnologia. Forse non risolverà tutti i problemi di lontananza tra madri emigrate e i figli rimasti a casa, ma qualche minuto di gioia lo dona. Un sollievo concreto e un aiuto importante che non deve però farci dimenticare che la “sindrome Italia” va combattuta anche – e soprattutto – con altri provvedimenti.
Don Virginio Colmegna, Presidente Casa della Carità “Angelo Abriani”

Informazioni su Associazione Donne Romene in Italia - A.D.R.I.

A.D.R.I isi propune să încurajeze și promoveze integrarea românilor imigranți în societatea italiană, cu o atenție deosebită la realitatea emigrantelor române, de multe ori obligate să lase copiii lor în țară; să contribuie la susținerea coeziunii familiale, la cresterea gradului de constientizare a comunitatii asupra fenomenului copiilor lasati singuri in Romania, in urma plecarii parintilor la munca in strainatate, si sa contribuie la ridicarea factorului de echilibru al persoanelor care traiesc departe de tara, precum și la conștientizarea riscurilor la care sunt supuse persoanele singure, menținerea legăturii vii dintre emigrantele și emigranții români aflați în Italia cu țara si limba de origine. Sustinerea si aplicarea Proiectului "Te iubeste mama!" (c) Proiect tutelat de copyright 2011 A.D.R.I. si propone di valorizzare e supportare la condizione femminile, dell’immigrata romena, nella vita familiare e professionale e il suo positivo contributo al processo di integrazione nella società italiana. Tenendo conto della centralità della donna nella famiglia immigrata romena, del suo ruolo fondamentale nell'economia della famiglia e nell'attivazione dei rapporti sociali. Favorire e promuovere l’integrazione degli immigrati romeni nella società italiana, con particolare attenzione alla realtà delle immigrate romene, spesso obbligate a lasciare i figli in patria; Contribuire a mantenere vivo il legame delle immigrate e degli immigrati romeni presenti in Italia con il paese di origine, sostegno alla genitorialità a distanza. https://teiubestemamasilviadumitrache.wordpress.com/about/ Address adri_milano@live.it Website http://www.teiubestemama.it http://dumitrachesilvia.wordpress.com/ http://www.cuccagna.org/portal/IT/handle/?page=progetti_sportellodonna http://www.ciaoromania.ro/membri-2/membri-affiliati-2/associazione-donne-romene-in-italia-a-d-r-i/

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