"Te iubeste mama!"/"Mamma ti vuole bene!"

Proiectul “Te iubeste mama!” menit sa faciliteze comunicarea audio-vizuala gratuita online intre copiii ramasi in Romania si parintii acestora, care sunt la munca in Italia. Scopul principal este acela de a preveni si diminua numarul de cazuri sociale in randul copiilor ramasi acasa si sustinerea rolului parental la distanta./Comunicazione audio-visiva a distanza; uno strumento di sostegno alla genitorialità transnazionale: si rivolge alle mamme e ai papà che hanno i figli e la famiglia in un altro Paese, accompagnandoli nel difficile compito di conciliare la vita lavorativa in Italia con le esigenze della famiglia lontana.

“La mamma ti vuole bene”, “Sindrome ITALIANA, ma la depressione parla straniero” nel mensile del quotidiano “Avvenire” (24 novembre 2012)

Idati dell’Unicef sugli “orfani bianchi” – i bambini che restano a casa da soli, senza un genitore oppure entrambi – parlano di centinaia di migliaia di piccoli, praticamente una generazione. Il fenomeno riguarda soprattutto i Paesi dell’Est, la Romania e la Repubblica Moldova in primis. Silvia Dumitrache suo figlio non lo ha lasciato indietro.
Perché in Italia, dove vive ormai da nove anni, è arrivata per amore di lui. Di Filip che a casa, in Romania, sarebbe stato condannato dalla talassemia a sopravvivere solo pochi anni. In Italia no, a Milano è stato curato e adesso è un
ragazzone diciannovenne che frequenta con profitto il liceo linguistico. Ma Silvia non ha dimenticato gli altri figli, seppure non suoi, rimasti a casa. «Una sera, alla televisione, sui RaiTre, ho visto A casa da soli, un documentario che racconta di questi bambini e di quelli, troppi, che si sono uccisi perché non sopportavano più la tristezza, il distacco dalla mamma, la vita di solitudine. Ho pensato ¬ mentre racconta Silvia si ferma spesso, si sente che ha un groppo alla gola – che dovevo e che potevo fare qualcosa». È nata così Te iubeste mama (La mamma ti vuole bene) un’iniziativa realizzata grazie alla collaborazione tra l’Associazione Donne Romene in Italia, il Settore Biblioteche del Comune di Milano e l’Associazione Nazionale dei Bibliotecari e delle Biblioteche Pubbliche in Romani: basta telefonare in biblioteca, prenotare e per mezz’ora si può parlare con i propri figli lontani in teleconferenza, gratis. Si parla con loro guardandoli in faccia, come ci ha abituato Skype.

 

L’idea potrebbe presto estendersi ad altre città italiane, come Padova, dove le procedure per realizzarla sono già a buon punto. Nel Milanese, il servizio è attivo dalle 14 alle 16 nella biblioteca di Baggio (il lunedì), in quella di Crescenzago (il giovedì), al Gallaratese (lunedì e mercoledì) e alla biblioteca Fra Cristoforo
(il venerdì).

Nicoletta Martinelli

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Potete anche leggere: Il paese delle badanti, Accanto agli anziani, Lavoratori domestici triplicati in dieci anni, Moldavia, a casa restano gli orfani bianchi, Sindrome “Italiana” mala depressione parla straniero, Cara badante, quanto mi costi – un interessante e documentato articolo di Nicoletta Martinelli – “Avvenire”.

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Informazioni su Associazione Donne Romene in Italia - A.D.R.I.

A.D.R.I isi propune să încurajeze și promoveze integrarea românilor imigranți în societatea italiană, cu o atenție deosebită la realitatea emigrantelor române, de multe ori obligate să lase copiii lor în țară; să contribuie la susținerea coeziunii familiale, la cresterea gradului de constientizare a comunitatii asupra fenomenului copiilor lasati singuri in Romania, in urma plecarii parintilor la munca in strainatate, si sa contribuie la ridicarea factorului de echilibru al persoanelor care traiesc departe de tara, precum și la conștientizarea riscurilor la care sunt supuse persoanele singure, menținerea legăturii vii dintre emigrantele și emigranții români aflați în Italia cu țara si limba de origine. Sustinerea si aplicarea Proiectului "Te iubeste mama!" (c) Proiect tutelat de copyright 2011 A.D.R.I. si propone di valorizzare e supportare la condizione femminile, dell’immigrata romena, nella vita familiare e professionale e il suo positivo contributo al processo di integrazione nella società italiana. Tenendo conto della centralità della donna nella famiglia immigrata romena, del suo ruolo fondamentale nell'economia della famiglia e nell'attivazione dei rapporti sociali. Favorire e promuovere l’integrazione degli immigrati romeni nella società italiana, con particolare attenzione alla realtà delle immigrate romene, spesso obbligate a lasciare i figli in patria; Contribuire a mantenere vivo il legame delle immigrate e degli immigrati romeni presenti in Italia con il paese di origine, sostegno alla genitorialità a distanza. https://teiubestemamasilviadumitrache.wordpress.com/about/ Address adri_milano@live.it Website http://www.teiubestemama.it http://dumitrachesilvia.wordpress.com/ http://www.cuccagna.org/portal/IT/handle/?page=progetti_sportellodonna http://www.ciaoromania.ro/membri-2/membri-affiliati-2/associazione-donne-romene-in-italia-a-d-r-i/

3 commenti su ““La mamma ti vuole bene”, “Sindrome ITALIANA, ma la depressione parla straniero” nel mensile del quotidiano “Avvenire” (24 novembre 2012)

  1. Pingback: TG1 FA’ LA COSA GIUSTA su gli “orfani bianchi”, del 25 dicembre 2012 « "Te iubeste mama" ("La mamma ti vuole bene")

  2. Pingback: “Te iubeste mama” in media italiana | Blog Fundatie

  3. Pingback: “Te iubeste mama”, un progetto di comunicazione per unire Italia e Romania « "Te iubeste mama" ("La mamma ti vuole bene")

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