"Te iubeste mama!"/"Mamma ti vuole bene!"

Proiectul “Te iubeste mama!” menit sa faciliteze comunicarea audio-vizuala gratuita online intre copiii ramasi in Romania si parintii acestora, care sunt la munca in Italia. Scopul principal este acela de a preveni si diminua numarul de cazuri sociale in randul copiilor ramasi acasa si sustinerea rolului parental la distanta./Comunicazione audio-visiva a distanza; uno strumento di sostegno alla genitorialità transnazionale: si rivolge alle mamme e ai papà che hanno i figli e la famiglia in un altro Paese, accompagnandoli nel difficile compito di conciliare la vita lavorativa in Italia con le esigenze della famiglia lontana.

Taboulé, giornale dei nuovi cittadini italiani: “Te iubeste mama!” (“La mamma ti vuole bene!”) – un’intervista con Silvia Dumitrache, di Claudia Gùzman

Abbiamo incontrato Silvia Dumitrache, presidentessa dell’Associazione A.D.R.I. (Associazione Donne Romene in Italia) e l’anima del progetto “Te iubeste mama” (“La mamma ti vuole bene”). Silvia, giunta in Italia una decina di anni fa, nel 2010 ha visto in televisione un programma in cui si raccontava del suicidio di alcuni ragazzini romeni a seguito della lontananza delle mamme, venute a lavorare in Italia.

Quando Facebook ha mandato a Silvia il classico messaggio in cui si chiede “Che cosa vorresti per il tuo compleanno?”, lei non ha avuto dubbi: fare qualcosa perché questa tragedia non si ripeta, perché si possano mantenere dei legami forti e sani fra Italia e Romania, fra le madri e i loro figli (ma anche fra le donne e i loro genitori anziani). Perché la partenza non sia vissuta come un abbandono. Così è nato il progetto, che oggi ha un sito e un blog (www.teiubestemama.it;https://teiubestemamasilviadumitrache.wordpress.com), e ha anche il patrocinio del Consolato Generale Rromeno a Milano e dell’Ambasciata d’Italia a Bucarest.

Abbiamo incontrato Silvia una domenica sera, nel caffè di un centro commerciale. La sua vitalità, grinta, determinazione ci hanno conquistato. Le abbiamo assicurato che, se avessimo conosciuto qualche madrelingua romeno che potesse aiutarla, o degli psicologi volontari o delle persone con competenze informatiche, li avremmo messi in contatto con lei…
Perché questi profili? Leggete qui sotto e lo scoprirete (potete contattare Silvia attraverso il sito, il blog o su Facebook).

Silvia Dumitrache & Claudia Gùzman

Silvia Dumitrache & Claudia Gùzman

Claudia: Ci racconti in sintesi che cos’è il progetto “La mamma ti vuole bene”?
Silvia: In romeno si dice “Te iubeste mama”, e suona meglio, perché rende meglio un’idea di amore; è un progetto di comunicazione per avvicinare le persone e tenerle in contatto: la mamma con il figlio, e altrettanto i genitori anziani. In entrambe i casi si usa una postazione skype che può essere utilizzata per un bambino che parla con la mamma, o anche per una mamma all’estero che vuole sentire e vedere la propria mamma e il padre anziano. Spesso, infatti, succede che i figli di immigrati si dimentichino delle proprie origine e dei propri genitori.
È un progetto che vuole tenere in contatto le persone con il paese d’origine, con la madrepatria. La mamma rimane sempre la mamma.

Claudia: E come funziona?
Silvia: Premetto che solo adesso, per fortuna, funziona! Dopo un anno di lavoro sodo in Romania, oggi ci sono più di centocinquanta biblioteche pubbliche, la maggior parte nelle zone rurali, che mettono a disposizione tre volte alla settimana per quattro ore il loro tempo, più la bibliotecaria su appuntamento, per fare comunicare su skype il bambino con la sua mamma che vive in Italia.
Claudia: Come hai fatto a creare questa rete in Romania?
Silvia: All’inizio, quando ero ancora sola, nel periodo natalizio prima del mio compleanno, parlavo con mia sorella tramite skype di questa idea e di questo desiderio che mi era venuto, questo “incubo” che da allora non mi dava pace… ma bisogna fare un passo indietro. A ottobre del 2010 ho visto su Rai 3 il documentario “A casa da soli”, un filmato di quasi un’ora sul dramma dei bambini lasciati in con la mamma che lavora in Italia come colf, badante, baby-sitter,
e in particolare sulla vita e sulle testimonianze di tre ragazzi – con interviste alla mamma, papà, compagno di classe, vicina, maestra, ecc.. – che si sono tolti la vita per la nostalgia della mamma, perché pensavano di essere stati abbandonati, oppure pensavano che per colpa loro le mamme erano all’estero a lavorare in una casa, e quindi per amore, perché si sentivano colpevoli e responsabili, per farle tornare hanno preso la decisione di sacrificarsi. Con la mia esperienza personale, essendo stata giornalista in Romania, e lavorando all’epoca allo sportello di una onlus dove venivano stranieri in cerca di lavoro, ero a contatto con tante persone, e pian piano ho studiato la situazione: quanti romeni ci sono in Italia, se hanno lavoro, quante donne ci sono al Nord, le fasce d’età, ecc. Quest’idea, poi, è maturata parlando con mia sorella, che lavora a un programma nazionale che si chiama Biblionet, un programma della Bill & Melinda Gates Foundation con IREX  e altri partners che ha dotato le biblioteche pubbliche romene di computer (l’accordo era che “in cambio” le biblioteche mettessero a disposizione gratuitamente le macchine, ristrutturassero l’ambiente e pagassero il collegamento a internet). Quando ho lanciato l’idea, avevo solo qualche “strumento” a portata di mano: il pc, mia sorella, alcuni amici, e cosi ho scritto un manifesto che ho pubblicato su Facebook, un programma, chiamiamolo così. Raccontavo che il 6 gennaio 2011 intendevo fondare un’associazione di donne romene in Italia. Sono andata a cercare il numero di donne di romene in Italia, sono andata a indagare se c’era una struttura importante per le donne romene, ma non ne ho trovato nemmeno una.

Claudia: In Italia non ci sono altre associazioni di donne romene?
Silvia: Sono andata su internet per vedere se c’erano associazioni a Milano o in Lombardia, poi ho esteso la ricerca a tutta l’Italia, ma con grande meraviglia mi chiedevo come mai non fosse stato fatto ancora nulla. Alla fine ho pensato a un progetto da realizzare tramite un’associazione di donne. Sono partita con tre membri sostenitori su Facebook sul progetto “La mamma ti vuole bene”, ora ci sono oltre 8.500 sostenitori che hanno dato il loro I like. Il progetto si svolge in vari spazi: il principale è internet, che mi offre l’opportunità di comunicare, essendo il miglior strumento che io possa trovare in questo momento per le mie possibilità, perché tramite Facebook ho la possibilità di mandare newsletter: così, per esempio, questa mattina mi son trovata sul computer un video di un bambino di sei mesi in Italia che era collegato
con suo zio in Romania tramite skype… era bellissimo! Ogni notizia, video, articolo, lettera, poesia di una mamma romena che non riesce a portarsi il figlio dalla viene pubblicato su Facebook come newsletter e sui miei blog. Concretamente, se una persona in Italia vuole cercarne una in Romania, va prima di tutto alla ricerca del Paese “Romania” nel database, poi digita il nome della città o del paese, poi va a vedere se lì c’è una biblioteca pubblica in rete, si apre un menu a tendina e su appuntamento la persona può venire a parlare con lei su skype da una biblioteca pubblica.

Claudia: E qua a Milano, dove si può andare?
Silvia: Mi sono rivolta al programma Biblionet e all’Associazione Nazionale delle Biblioteche Pubbliche della che insieme hanno accolto il progetto, e tramite Biblionet abbiamo fatto tre, quattro incontri, atelier di lavoro, tavole rotonde per promuovere il progetto in Romania, e alla fine il risultato è stato positivo perché è già operativo. Un po’ più difficile è stato in Italia: mi sono rivolta alla zona 5, dove ho presentato il progetto, ho parlato con diverse persone, e anche alla biblioteca di Carugate ho promosso il progetto l’anno scorso, ma non è ancora operativo. Però tempo fa ho sentito in tv l’Assessore Boeri parlare di comunicazione su internet, e ho mandato una mail allegando il progetto. Con mia grande gioia, in seguito è stato approvato un progetto-pilota in quattro biblioteche di zona a Milano, progetto approvato dalla Giunta Comunale e sostenuto dal dott. Stefano Parise, direttore generale delle biblioteche e presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche. E adesso sono nella fase di riflessione su come far partire il tutto, visto che il progetto
non ha finanziamenti.

Claudia: Quante persone e quali risorse servono per far funzionare il progetto?
Silvia: Da noi la maggior parte delle biblioteche sono aperte la domenica, quando il genitore ha tempo, quando la gente non lavora, cosi parla con la famiglia. Ora stiamo cercando delle soluzioni per poter far funzionare il progetto: c’è bisogno di un volontario che aiuti ad accogliere le persone che non sanno come usare il pc, oppure ad aiutare la bibliotecaria, probabilmente una persona dovrebbe coordinare il tutto. Questo progetto dovrebbe fornire anche un aiuto psicologico, perché la separazione tra madre e figlio è un atto di violenza terribile sia per il figlio che per la madre. La mamma che non può fare la mamma è un dramma, e se poi la famiglia in cui lavora non la tratta nel modo giusto, con il giusto rispetto e attenzione, diventa veramente una tragedia.

Claudia: Quali sono le biblioteche coinvolte?
Silvia: La convenzione, di durata annuale, inizialmente coinvolge quelle di Baggio, Crescenzago, Gallaratese e Fra Cristoforo. È però prevista l’estensione graduale all’intero sistema bibliotecario milanese e, se riusciremo, anche ad altri sistemi della provincia.

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Informazioni su Associazione Donne Romene in Italia - A.D.R.I.

A.D.R.I isi propune să încurajeze și promoveze integrarea românilor imigranți în societatea italiană, cu o atenție deosebită la realitatea emigrantelor române, de multe ori obligate să lase copiii lor în țară; să contribuie la susținerea coeziunii familiale, la cresterea gradului de constientizare a comunitatii asupra fenomenului copiilor lasati singuri in Romania, in urma plecarii parintilor la munca in strainatate, si sa contribuie la ridicarea factorului de echilibru al persoanelor care traiesc departe de tara, precum și la conștientizarea riscurilor la care sunt supuse persoanele singure, menținerea legăturii vii dintre emigrantele și emigranții români aflați în Italia cu țara si limba de origine. Sustinerea si aplicarea Proiectului "Te iubeste mama!" (c) Proiect tutelat de copyright 2011 A.D.R.I. si propone di valorizzare e supportare la condizione femminile, dell’immigrata romena, nella vita familiare e professionale e il suo positivo contributo al processo di integrazione nella società italiana. Tenendo conto della centralità della donna nella famiglia immigrata romena, del suo ruolo fondamentale nell'economia della famiglia e nell'attivazione dei rapporti sociali. Favorire e promuovere l’integrazione degli immigrati romeni nella società italiana, con particolare attenzione alla realtà delle immigrate romene, spesso obbligate a lasciare i figli in patria; Contribuire a mantenere vivo il legame delle immigrate e degli immigrati romeni presenti in Italia con il paese di origine, sostegno alla genitorialità a distanza. https://teiubestemamasilviadumitrache.wordpress.com/about/ Address adri_milano@live.it Website http://www.teiubestemama.it http://dumitrachesilvia.wordpress.com/ http://www.cuccagna.org/portal/IT/handle/?page=progetti_sportellodonna http://www.ciaoromania.ro/membri-2/membri-affiliati-2/associazione-donne-romene-in-italia-a-d-r-i/

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Questa voce è stata pubblicata il luglio 8, 2012 da in Italiana/Italiano.
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