"Te iubeste mama!"/"Mamma ti vuole bene!"

Proiectul “Te iubeste mama!” menit sa faciliteze comunicarea audio-vizuala gratuita online intre copiii ramasi in Romania si parintii acestora, care sunt la munca in Italia. Scopul principal este acela de a preveni si diminua numarul de cazuri sociale in randul copiilor ramasi acasa si sustinerea rolului parental la distanta./Comunicazione audio-visiva a distanza; uno strumento di sostegno alla genitorialità transnazionale: si rivolge alle mamme e ai papà che hanno i figli e la famiglia in un altro Paese, accompagnandoli nel difficile compito di conciliare la vita lavorativa in Italia con le esigenze della famiglia lontana.

“Donne senza confini: Storie e racconti di Donne Migranti” con Beatrice Amelia Cojan

  “Donne senza confini: Storie e racconti di Donne Migranti” con Beatrice Amalia Cojan Un giorno mi è capitato di leggere una frase di Berto Ricci, che diceva: “Niente è così stupido e poco italiano come l’intolleranza, il disprezzo preconcetto verso gli stranieri, e il volersi chiudere nel guscio. Non c’è nulla di meno italiano del ripudio a priori d’ogni sapienza, esperienza, eccellenza straniera.” Ho deciso che sarebbe stato il mio motto…Ho deciso che attivare iniziative fondate sulla frase sopracitata sarebbe diventato il mio mestiere. Quindi, chi vi parla oggi, lo fa in qualità di mediatore interculturale… Il mio nome è Beatrice Cojan, sono di origine romena, e sono, appunto, un Mediatore interculturale. In parole semplici, uno dei miei compiti e di assistere persone provenienti da altri paesi, di aiutarli ad adattarsi alle regole del nuovo stato dove hanno deciso di fermarsi e vivere, al nuovo stile di vita, di usanze, di lingua, di cultura e di abitudini… Fare da ponte tra due culture diverse, aiutando entrambe ad interagire meglio. Usare la mia esperienza di migrante, perché, al di là del livello di educazione e di formazione, la peculiarità più importante di un mediatore è di trasmettere il proprio sapere, in quanto “ci si è passati per prima”… Vita dura, quella dell’immigrato…Ma vita ancora più dura è quella della donna immigrata. Indipendentemente da dove essa provenga, indipendentemente dalle ragioni che lo hanno spinta a lasciare il proprio paese, indipendentemente dai sogni, dalle proprie aspirazioni, queste donne lasciano sempre una parte del loro cuore laddove sono rimasti tutti coloro a cui vogliono bene… E spesso, il loro cuore sanguina davvero, perché a casa, di frequente, sono costrette a lasciare i propri figlioletti. La storia che voglio raccontarvi oggi è la storia di centinaia e migliaia di donne romene, le quali, per le condizioni davvero molto difficili di un paese che ha ancora molta, moltissima strada da fare per crescere economicamente, decidono di sacrificarsi per qualche anno e migrare in Italia, in cerca di un posto di lavoro che consenta loro di assicurare un futuro migliore ai propri figli… Parlo di quelle donne che tutti noi conosciamo come badanti. Chi di noi non riuscirebbe ad individuarle? Di solito le riconosci dai tratti somatici o dall’accento slavo e dai luoghi di ritrovo che frequentano volentieri: i giardini pubblici. Nugoli di donne (quasi fossero api alla ricerca del proprio alveare) sedute che si confrontano, si scambiano impressioni, si ritrovano nostalgiche. Cariche di speranze oltre che di bagagli oltrepassano il confine longitudinale di un altro territorio, con gli occhi perennemente bassi. Donne che hanno deciso non solo di varcare una terra, ma di lanciare una sfida alla vita. La loro. Pagando però, un prezzo molto, molto caro: la lontananza dai propri figli. E allora, stringono i denti e vanno avanti, decise di risparmiare fino all’ultimo centesimo per dare una speranza di vita migliore ai loro bambini! Sono abituate alla sofferenza, loro…Ma i loro bambini?… La traduzione della frase appena sentita dal bimbo è: “Voglio anche io la mia mamma!!!” I bambini non sono pronti a sopportare la lontananza dalle loro mamme, così che il loro cuoricino si intristisce sempre di più…Manca il calore della loro mamma, manca la carezza, lo sguardo, la parola dolce… La nostalgia li pervade e diventano sempre più tristi…Qualcuno non riesce più a sopportare tanto dolore e tanta solitudine e decide addirittura di suicidarsi… Li chiamano gli orfani bianchi. Perché loro una mamma ce l’hanno, ma è lontana, troppo lontana per sentirla, almeno… E allora, un gruppo di donne romene coraggiose, sensibili e perspicaci, con a capo una donna speciale, di nome Silvia, hanno messo giù un progetto che aiuti i bambini a colmare ogni tanto, la nostalgia… E…indovinate un po’?…Internet è stato nuovamente un mezzo rivoluzionario: in molte città della Romania, questo progetto si sta espandendo sempre di più. Qualche postazione, una connessione e Skype alleviano un po’ questi cuoricini infranti. Alleviano anche il cuore delle mamme che, nuovamente grazie alla tecnologia, ma anche – e soprattutto- all’abnegazione dello staff del progetto “La mamma ti vuole bene”, riescono a rincuorarsi un po’ per proseguire nel loro progetto di vita: assicurare un futuro migliore per i loro figli… Mi piacerebbe avervi lasciato, attraverso questo racconto, un segno…E, ricordandolo, ogni qualvolta vi capiterà di incrociare una badante, regalatele un sorriso di incoraggiamento…

Informazioni su Associazione Donne Romene in Italia - A.D.R.I.

A.D.R.I isi propune să încurajeze și promoveze integrarea românilor imigranți în societatea italiană, cu o atenție deosebită la realitatea emigrantelor române, de multe ori obligate să lase copiii lor în țară; să contribuie la susținerea coeziunii familiale, la cresterea gradului de constientizare a comunitatii asupra fenomenului copiilor lasati singuri in Romania, in urma plecarii parintilor la munca in strainatate, si sa contribuie la ridicarea factorului de echilibru al persoanelor care traiesc departe de tara, precum și la conștientizarea riscurilor la care sunt supuse persoanele singure, menținerea legăturii vii dintre emigrantele și emigranții români aflați în Italia cu țara si limba de origine. Sustinerea si aplicarea Proiectului "Te iubeste mama!" (c) Proiect tutelat de copyright 2011 A.D.R.I. si propone di valorizzare e supportare la condizione femminile, dell’immigrata romena, nella vita familiare e professionale e il suo positivo contributo al processo di integrazione nella società italiana. Tenendo conto della centralità della donna nella famiglia immigrata romena, del suo ruolo fondamentale nell'economia della famiglia e nell'attivazione dei rapporti sociali. Favorire e promuovere l’integrazione degli immigrati romeni nella società italiana, con particolare attenzione alla realtà delle immigrate romene, spesso obbligate a lasciare i figli in patria; Contribuire a mantenere vivo il legame delle immigrate e degli immigrati romeni presenti in Italia con il paese di origine, sostegno alla genitorialità a distanza. https://teiubestemamasilviadumitrache.wordpress.com/about/ Address adri_milano@live.it Website http://www.teiubestemama.it http://dumitrachesilvia.wordpress.com/ http://www.cuccagna.org/portal/IT/handle/?page=progetti_sportellodonna http://www.ciaoromania.ro/membri-2/membri-affiliati-2/associazione-donne-romene-in-italia-a-d-r-i/

2 commenti su ““Donne senza confini: Storie e racconti di Donne Migranti” con Beatrice Amelia Cojan

  1. A.D.R.I.
    maggio 3, 2012

    Reblogged this on ADRI.

  2. Andrea
    maggio 12, 2012

    E’ stato emozionante…brava

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